Chatbot o agente IA?

Secondo Mesterséges Intelligencia Központ Kft., azienda di sviluppo software con sede a Budapest, serve un chatbot se il compito è rispondere alle domande, e un agente IA se il sistema deve anche eseguire azioni: consultare dati, registrare, prenotare.

In sintesi: il chatbot parla, l'agente agisce anche. Conviene partire dalla soluzione più semplice che svolge il compito e passare a un agente solo dove l'ordine dei passi non si può descrivere in anticipo; ed è bene che l'agente lavori con permessi ristretti, con un registro delle attività e con l'approvazione umana prima dei passi importanti.

Che cosa significano i termini?

Le parole «chatbot» e «agente IA» sul mercato vengono usate con molti significati diversi. Perché in una decisione si parli della stessa cosa, distinguiamo cinque soluzioni, dalla più semplice alla più autonoma.

Chatbot basato su regole

Segue un copione scritto in anticipo, fatto di pulsanti, parole chiave e un albero decisionale. È del tutto prevedibile, non interroga alcun modello linguistico e dice esattamente ciò che vi è stato scritto. Capisce però solo ciò per cui è stato preparato: una domanda formulata in modo diverso esce dal copione, e ogni nuovo argomento va inserito a mano.

Chatbot basato su un modello linguistico

Il grande modello linguistico (large language model, LLM) capisce domande in testo libero e risponde in linguaggio naturale, cavandosela anche con errori di battitura e formulazioni quotidiane. Se però si affida solo alle conoscenze generali del modello, può dare con sicurezza anche risposte errate sull'azienda; per questo nell'uso aziendale lo colleghiamo quasi sempre al materiale proprio dell'azienda.

Chatbot che risponde a partire dai documenti

Per ogni domanda il sistema cerca prima i passaggi pertinenti nei documenti dell'azienda (domande frequenti, regolamenti, manuali) e il modello risponde sulla base di questi, indicando la fonte. Il metodo si chiama RAG (retrieval-augmented generation); del suo funzionamento, della lingua ungherese e della conservazione dei dati parla l'articolo IA sui documenti dell'azienda (RAG).

Flusso di lavoro IA

La guida di Anthropic sugli agenti definisce il flusso di lavoro (workflow) come un sistema in cui il modello linguistico e gli strumenti sono guidati da percorsi di codice predefiniti. Un esempio: e-mail in arrivo → classificazione → estrazione dei dati → bozza di risposta nel CRM. L'ordine dei passi è fisso, e in ogni passo il modello svolge un compito linguistico ben definito. Molte esigenze aziendali sono in realtà flussi di lavoro di questo tipo, non agenti.

Agente IA

La stessa guida descrive l'agente come un sistema in cui il modello linguistico dirige da sé il proprio processo e l'uso degli strumenti. Secondo la documentazione di OpenAI, gli agenti pianificano ed eseguono compiti con l'aiuto di strumenti e mantengono il contesto lungo i vari passi. L'agente riceve un obiettivo («Registri il reclamo e mandi una conferma al cliente») e decide da sé con quali passi raggiungerlo: consulta l'ordine, verifica la garanzia, registra la pratica, scrive l'e-mail. Lo strumento non lo esegue il modello: secondo la documentazione di Google Gemini il modello non esegue da sé la funzione, e secondo Anthropic gli strumenti propri li esegue l'applicazione. Il modello si limita a richiedere l'operazione, che viene eseguita dal nostro codice, ed è lì che si decide che cosa è consentito.

Il consiglio di Anthropic è semplice: bisogna cercare la soluzione più semplice possibile e aumentare la complessità solo quando serve. Secondo la guida, l'agente si addice ai problemi aperti, in cui è difficile o impossibile prevedere quanti passi serviranno; e i sistemi ad agenti spesso accettano più latenza e costi in cambio di una migliore esecuzione dei compiti.

Il confronto in una tabella

Nella tabella il chatbot basato su un modello linguistico compare nella sua variante che risponde a partire dai documenti, perché nell'uso aziendale è quasi sempre costruito così.

CriterioChatbot basato su regoleChatbot che risponde dai documentiFlusso di lavoro IAAgente IA
Che cosa fasegue un copione scritto in anticiporisponde a partire dal materiale dell'aziendaesegue una sequenza fissa di passi, con compiti linguisticiriceve un obiettivo e sceglie da sé i passi
Che cosa capiscele parole chiave e i pulsanti previstitesto liberoil testo che entra nel processotesto libero e i risultati degli strumenti
A che cosa accedeal copionealla base di conoscenzaai sistemi assegnati ai passiagli strumenti che gli vengono forniti
Prevedibilitàtotalealta, se indica le fontialtapiù bassa, servono limiti rigorosi
Rischio principalerigido, molte domande restano escluserisposta errata o non aggiornataun'estrazione errata in un passoazioni sbagliate o troppe, errori che si accumulano
Controllomanutenzione del copioneindicazione delle fonti, «non lo so», trasferimento a un collaboratoreverifica a ogni passo, approvazionepermessi, approvazione, registro, limiti
Buona scelta sele domande sono poche e ben definiteci sono molte domande e molti documentii passi del processo si possono descrivere in anticipoil numero e l'ordine dei passi non sono prevedibili

Il confine non è netto: un chatbot che con un unico strumento in sola lettura consulta lo stato dell'ordine ha già fatto un passo verso l'agente, ma il suo rischio resta basso. La domanda decisiva è sempre che cosa può fare il sistema, non come lo chiamiamo.

Dove si addice l'uno o l'altro?

Assistenza clienti

Per le domande frequenti (spedizione, pagamento, garanzia, orari di apertura) il punto di partenza giusto è il chatbot che risponde a partire dai documenti, a qualsiasi ora del giorno, con il trasferimento a un collaboratore quando si blocca. Per lo stato dell'ordine basta una consultazione in sola lettura. Dove il bot scrive anche, ad esempio quando registra un reclamo o avvia un rimborso, servono capacità da agente, e prima di un passo che riguarda denaro serve un'approvazione.

Vendite

Il bot consiglia prodotti dal catalogo, prepara la richiesta di preventivo, prenota appuntamenti e registra il potenziale cliente nel CRM. La prenotazione e la registrazione sono uso di strumenti, quindi elementi da agente; il prezzo, lo sconto e la scadenza, invece, conviene sottrarli alle competenze del bot e affidarli a un collaboratore.

Helpdesk interno

Per le domande su HR e IT, i regolamenti e le istruzioni di lavoro, la scelta naturale è il chatbot che risponde a partire dai documenti, che aiuta anche i nuovi colleghi a inserirsi. Qui la questione principale sono i permessi: il bot può rispondere solo a partire dai documenti che anche il collaboratore che pone la domanda può aprire. L'apertura di un ticket o la richiesta di un accesso può già essere affidata a un agente con un insieme ristretto di strumenti.

Back office

L'elaborazione di fatture, ordini ed e-mail è tipicamente un flusso di lavoro IA, perché i passi sono noti in anticipo: estrazione, confronto, registrazione, eccezioni a un collaboratore. Un agente è giustificato dove i casi sono molto vari, ad esempio nell'indagine su un reclamo che richiede di raccogliere dati da più sistemi. Dell'automazione che attraversa più sistemi parliamo nella pagina Automazione dei processi, degli schemi di integrazione (API, webhook, chiamata di funzione, MCP) nell'articolo Come collegare i sistemi aziendali all'intelligenza artificiale?.

I rischi dell'agente e i controlli

L'agente è utile perché agisce, ed è proprio questo a renderlo rischioso. La guida di Anthropic indica come prezzo dell'autonomia degli agenti costi più alti e la possibilità di errori che si accumulano, e raccomanda test approfonditi in ambienti isolati (sandbox), con limiti adeguati. L'elenco dei rischi dell'OWASP GenAI Security Project indica tre cause dell'eccessiva libertà d'azione (Excessive Agency): le funzionalità superflue, i permessi troppo ampi e l'autonomia eccessiva. Per questo integriamo questi controlli:

Questi controlli non rallentano inutilmente il lavoro: l'approvazione può essere un solo clic e, in base alle misurazioni, si può restringere gradualmente ai casi in cui serve davvero.

Trasparenza: bisogna sapere che risponde un'IA

Secondo l'articolo 50, paragrafo 1, dell'AI Act, ossia del regolamento (UE) 2024/1689, i sistemi di IA destinati a interagire direttamente con le persone fisiche devono essere progettati in modo che gli interessati siano informati del fatto di interagire con un sistema di IA, salvo che ciò risulti evidente dalle circostanze. Da quando e a chi esattamente si applica questa norma, e che cosa prescrive il GDPR per un chatbot, lo spieghiamo in dettaglio nell'articolo AI Act e GDPR in un chatbot aziendale; si tratta di un'informazione, non di una consulenza legale.

Un esempio dal vivo: il nostro assistente IA nella pagina iniziale

Accanto al gioco che gira nella pagina iniziale, il nostro assistente IA conversa con il visitatore: è un chatbot in funzione dal vivo, e mostra bene dove passa il confine tra chatbot e agente.

L'ultimo punto è quello essenziale: il limite dei permessi non lo traccia la buona volontà del modello, ma la struttura del sistema. Dei progetti sviluppati in proprio può leggere nella pagina I nostri lavori.

Come iniziare in piccolo?

  1. Un ambito, un elenco di domande: raccogliamo le domande poste più spesso, ad esempio all'assistenza clienti.
  2. Chatbot sul materiale proprio: con indicazione delle fonti, la risposta «non lo so» e il trasferimento a un collaboratore.
  3. Misurazione su domande reali: prima dell'avvio in produzione su un insieme di valutazione, dopo a partire dal registro delle conversazioni.
  4. Primo strumento, solo in lettura: ad esempio la consultazione dello stato dell'ordine.
  5. Prima operazione di scrittura con approvazione: ad esempio la registrazione del reclamo, che un collaboratore approva.
  6. Ampliamento in base al registro: un nuovo strumento o una cerchia di approvazione più ristretta solo dove la misurazione lo giustifica.

Errori tipici

Domande frequenti

Qual è la differenza tra un chatbot e un agente IA?

Il chatbot risponde alle domande, nel caso migliore a partire dal materiale proprio dell'azienda, indicando le fonti. L'agente IA, oltre a questo, usa anche strumenti (consulta dati, registra, prenota, scrive e-mail) e sceglie da sé i passi per raggiungere un obiettivo. Entrambi possono basarsi sullo stesso modello linguistico; la differenza sta in ciò che possono fare.

Quando basta un chatbot?

Quando il compito è informare: domande frequenti, regolamenti, informazioni sui prodotti, conoscenze interne. Basta anche se, dopo la risposta, il lavoro lo svolge una persona. Se il sistema deve modificare dati o agire in un altro sistema, entrano in gioco il flusso di lavoro o l'agente.

Che cosa può fare in autonomia un agente IA?

Ciò per cui riceve strumenti e permessi e che, in base al rischio, ci sentiamo di affidargli anche senza approvazione: tipicamente consultazioni, registrazioni interne, preparazione di bozze, prenotazione di appuntamenti. Prima dei passi che riguardano denaro, contratti o messaggi inviati al cliente, e prima di quelli irreversibili, conviene chiedere un'approvazione umana.

Come si può evitare che l'agente commetta errori?

Non si può escluderlo del tutto, ma si può limitare il danno: con strumenti ristretti, permessi minimi, richieste verificate anche nel sistema di destinazione, approvazione prima dei passi ad alto impatto, limiti al numero di passi e agli importi, un registro completo e test in un ambiente isolato prima dell'avvio in produzione. I testi in arrivo li trattiamo come dati, non come istruzioni.

Dobbiamo segnalare che risponde un'IA?

Di norma sì: secondo l'articolo 50, paragrafo 1, dell'AI Act gli interessati devono sapere che stanno interagendo con un sistema di IA, salvo che ciò sia evidente. Il chatbot che sviluppiamo lo segnala già nel primo messaggio. I dettagli sono descritti nell'articolo AI Act e GDPR in un chatbot aziendale; si tratta di un'informazione, non di una consulenza legale.

Come possiamo aiutarLa?

Mesterséges Intelligencia Központ Kft. sviluppa sia chatbot IA sia agenti IA: bot che rispondono a partire dai documenti dell'azienda e agenti collegati ai sistemi aziendali che eseguono azioni, basati sui modelli linguistici di OpenAI (ChatGPT), Anthropic (Claude) e Google (Gemini). La prima consulenza è gratuita; misuriamo la dimensione dello sviluppo in punti funzione COSMIC, e su questa base prepariamo l'offerta e la pianificazione. Su richiesta firmiamo un accordo di riservatezza (NDA) e dopo la consegna ci occupiamo anche della gestione e della manutenzione. Il codice sorgente e i diritti d'uso sono regolati dal contratto.

I dettagli sono nella pagina di servizio Chatbot e agenti IA; del collegamento dei modelli linguistici si parla nella pagina Integrazione dell'IA. Se sta progettando un chatbot o un agente, ci scriva ai recapiti indicati nella pagina Contatti.

Fonti